La storia del Maestro Tokujiro Namikoshi

Tokujiro_SamuraiTokujiro Namikoshi nacque il 3 novembre del trentottesimo anno dell'epoca Meiji (1905) a Tadotsu, città della prefettura di Kagawa. Molti lo ricorderanno, quello fu l'anno in cui il Giappone sconfisse la grande Russia; la vittoria provocò grande euforia e in tutto il paese si continuava a ripetere : "Il Giappone ha vinto la guerra contro la Russia".
Tokujiro aveva due fratelli maggiori e un fratello e una sorella minori. Nacque il 3 novembre, giorno in cui attualmente in Giappone si festeggia la `Giornata della cultura; a quei tempi invece, si celebrava una ricorrenza ancora più importante: il compleanno dell' imperatore allora in carica.
I genitori lo chiamarono "Tokujiro" ispirandosi al nome del nonno materno, il quale era stato un valoroso samurai. Tokujiro crebbe nell'agiatezza economica fino al settimo anno di età.
Eikichi, il padre di Tokujiro, gestiva un'azienda produttrice di ombrelli; vi lavoravano circa quindici artigiani e faceva affari in tutto il territorio giapponese, da Hokkaido fino alla Manciuria. Ma nel quarantaquattresimo anno dell'epoca Meiji (1911), un lungo periodo di piogge portò l'azienda al fallimento.
Ora penserete: "Con un lungo periodo di piogge c'è forte domanda di ombrelli, quindi gli affari per una ditta di ombrelli vanno a gonfie vele." In realtà all'epoca non era così: gli ombrelli erano fatti di carta e dopo aver messo la carta sopra l'intelaiatura si doveva lasciarla asciugare; ma con la pioggia gli ombrelli non si asciugavano. Fu così che, pur avendo ricevuto un grosso ordine dalla Manciuria, l'azienda non riusci' a consegnare la merce entro la data prefissata; a causa poi di un grosso debito fatto per procurare le materie prime, andò in fallimento. È proprio paradossale: un'azienda che produceva ombrelli fallita a causa della pioggia!
Così Eikichi, rivolgendosi alla moglie Masa, disse: "A questo punto non possiamo più rimanere a Tadotsu. Che ne dici se ci trasferiamo in Hokkaido e ricominciamo da zero?"
Masa: "In Hokkaido? Perché proprio in Hokkaido?"
Eikichi: "In comune mi hanno detto che stanno cercando persone disposte a trasferirsi in Hokkaido per i lavori di bonifica. E poi sarebbe meglio anche per i bambini: in Hokkaido, dove ci sono grandi spazi, crescerebbero serenamente. Sappiamo entrambi che farà freddo, ma avremo casa e lavoro; vedrai che non soffriremo la fame. Immagino che non sarà facile, ma vorrei che tu e bambini seguiste."
Masa: "Che sia in Hokkaido o in ogni altra parte del mondo, noi verremo con te. Se rimaniamo uniti, ce la caveremo: qualunque cosa faremo, ovunque andremo. Io e bambini ti seguiremo sempre."



Tutti e sette i membri della famiglia Namikoshi si trasferirono allora in un piccolo paese di Hokkaido, l'isola più a nord del Giappone, intenzionati a bonificare e a sfruttare uno spazio di terra tutto loro. Oggi questo posto, chiamato Niseko, si raggiunge in treno con la linea Hakodate, ed è una nota località sciistica; a quei tempi invece, era solo una vasta landa di terra incolta.La famiglia Namikoshi sfruttò il terreno a disposizione, coltivando grano saraceno, panico e mais. A causa delle temperature rigidissime il lavoro in campagna era veramente penoso; ad ogni modo, nonostante le ristrettezze economiche, la famiglia conduceva un'esistenza abbastanza dignitosa.
A causa del drastico cambiamento di clima, però, la signora Namikoshi lamentò un forte dolore alle ginocchia sin dal primo giorno in Hokkaido. Masa: "Mi fanno male le ginocchia...."
Eikichi: "Non so proprio come aiutarti.... Qui non ci sono nè medici nè medicine."
Giorno dopo giorno, le condizioni della madre peggiorarono: il dolore che inizialmente provava solo alle ginocchia si estese alle caviglie, ai polsi, ai gomiti e anche alle spalle. La donna era affetta da ciò che oggi noi chiamiamo reumatismo articolare.
Il padre allora chiamò i bambini: "Shigeichi, Masazo, Tokujiro, Haruo... venite qua. Massaggiate delicatamente le ginocchia e la schiena di vostra madre, intesi?
I bambini, a turno, massaggiarono il corpo dolorante della madre. Masa: "Grazie miei cari, adesso mi sento meglio. In particolare sento di trarre maggior beneficio quando mi massaggi tu, Tokujiro."
Queste parole della madre segnarono il destino del piccolo Tokujiro.
Shigeichi: "Allora Tokujiro, da ora in poi sarai tu a prenderti cura di tua madre, va bene?"
Tokujiro: "Veramente?"
Shigeichi: "Certo. Non so in cosa il tuo massaggio differisca da quello degli altri, ma è sicuramente molto apprezzato da tua madre. A spaccare la legna e agli altri lavori ci pensiamo noi, tu occupati della mamma."
E così, le cure premurose nei confronti della madre divennero la sua unica occupazione .
Masa: "Ah, Tokujiro, i tuoi massaggi mi giovano veramente."
Tokujiro: "Mamma, ti senti un po' meglio?"
Masa: "Si, grazie ai tuoi massaggi il dolore scompare come d'incanto. Non è solo una mia impressione è proprio così"

Tokujiro "Dici davvero? Allora farò del mio meglio."
Inizialmente Tokujiro massaggiava la schiena della madre molto delicatamente, per poi esercitare una pressione sempre maggiore con le dita. "Forse se faccio così la mamma si sentirà meglio..." pensava Tokujiro mentre massaggiava con grande dedizione la schiena della madre.
E a quanto pare le sensazioni di quel periodo accompagnarono Tokujiro per il resto della sua esistenza, fungendo da fulcro per la sua carriera; si dice infatti che egli fosse solito ripetere la seguente frase: "Il cuore dello Shiatsu è il cuore della madre".
Un giorno, mentre massaggiava la schiena della madre, notò una parte particolarmente fredda e indurita; decise allora di fare un massaggio più vigoroso del solito.
Masa: "Ah, che bello! Massaggia con più forza, per favore."
Grazie al massaggio di Tokujiro la madre provò grande sollievo, tanto che il giorno seguente disse: "Stamane non provo dolore e mi sento molto bene. Il massaggio che Tokujiro mi ha fatto ieri sera ha proprio funzionato!" Tokujiro continuò a massaggiare per giorni e giorni, fino a quando l'indurimento sparì e la madre, che in realtà soffriva di reumatismi, si sentì meglio. Nel giro di pochi anni le condizioni della madre migliorarono tanto da permetterle addirittura di prendere parte ai lavori nei campi.
L'area che Tokujiro massaggiava corrispondeva proprio a quella del surrene: il surrene è l'organo che secerne l'ormone cortisone. Ecco perché i suoi massaggi furono così efficaci.
Che sia stato il suo istinto ad indicargli dove e come massaggiare? O forse no, forse è intervenuta la volontà divina mossa a pietà dal gran desiderio di un figlio di veder guarita la madre.
Un giorno, a scuola, durante l'assemblea del mattino, il direttore chiamò Tokujiro all'improvviso e gli ordinò di rimanere in piedi davanti ai compagni e la foto dell'imperatore. "Ma che succede?" — pensò il ragazzo preoccupato. Direttore (rivolto agli studenti): "Ragazzi, dovete rispettare e amare i vostri genitori. Il vostro compagno Namikoshi ha massaggiato amorevolmente la schiena della madre ogni giorno, fino a guarirne la malattia. Prendetelo come modello di condotta e siate sempre devoti ai genitori."
Ovviamente, il fatto di venire lodato dal direttore davanti a tutti fece molto piacere al piccolo Tokujiro. Già la guarigione della madre era stata per lui motivo di grande gioia, ma il ricevere anche le lodi del direttore della scuola lo fece sentire al settimo cielo!
E fu proprio in quel momento che Tokujiro pensò: "Farò di tutto per aiutare gli altri e lavorerò per guarire chi sta male!"

Una volta compiuti diciassette anni(nel undicesimo anno dell'epoca Taisho), Tokujiro decise di trasferirsi a Tokyo per imparare le varie tecniche di massaggio; partì da solo avendo in tasca la modestissima cifra di 11 yen e 50 centesimi, avuti in prestito dal fratello maggiore. A Tokyo però, non conosceva nessun massaggiaotore da cui poter trarre validi insegnamenti ed è inutile dire che all'epoca non esistevano scuole di massaggio. Mentre cercava quindi un massaggiatore che potesse prenderlo come allievo, per sopravvivere iniziò a distribuire i giornali a domicilio. Per fortuna Tokujiro non aveva difficoltà a trovare nuovi clienti.
Tokujiro: "Signore, Lei è un po' pallido... Secondo me non sta bene." Cliente: "Beh, in effetti ultimamente ho un terribile mal di schiena." Tokujiro "Mi faccia vedere... se vuole provo a massaggiarLa un po' ". Cliente: "E io dovrei farmi massaggiare da un ragazzino che consegna i giornali? No guarda, ti ringrazio, ma non importa. ... Beh, insomma, se proprio insisti... Ah, che sollievo! Adesso non sento più dolore. Grazie, sei davvero bravissimo. Vorrei però ricambiare la tua gentilezza in qualche modo."
Tokujiro: "Non si disturbi. Non ce n'è bisogno."
Cliente: "No, insisto. Permettimi di fare qualcosa per te."
Tokujiro: "Se proprio vuole aiutarmi, allora faccia un abbonamento al giornale Asahi (il giornale per il quale lavorava). Va bene anche solo per un mese."
In quel modo Tokujiro riuscì a far abbonare molte persone e il giornalaio, colpito dalla grande determinazione del giovane, gli disse: "Perché non diventi giornalaio anche tu? Se abbandoni l'idea di diventare massaggiatore ti farò avere un negozio tutto tuo."
Ma Tokujiro non cedette alla tentazione. Lasciò il lavoro dal giornalaio e divenne l'allievo di Yoshimasu Odagawa, un massaggiatore di cui venne a conoscenza tramite una rivista. Dopo quattro anni di studi sostenne l'esame di abilitazione alla professione. Per quanto riguarda l'esame pratico, a Tokujiro toccò l'arduo compito di massaggiare l'esaminatore, che proprio quel giorno aveva mal di schiena.
Esaminatore: "Sei abbastanza bravo. Continua, per favore."
Fu così che nonostante fossero in sede d'esame, l'esaminatore si fece massaggiare ancora e ancora. Naturalmente Tokujiro superò l'esame a pieni voti.
Si è poi saputo che il giorno dell'esame, la madre, ancora in Hokkaido, si recò al tempio scintoista Hachiman per pregare affinché il figlio superasse l'esame.Nel settembre del quattordicesimo anno dell'epoca Taisho (1925), Tokujiro tornò in Hokkaido e aprì un centro massaggi nella città di Muroran. Grazie all'aiuto del Ministro per la Tutela dell'Ambiente (suo cliente), riuscì ad aprire lo studio proprio in centro, a Susukino.

Anche il fratello Haruo e la sorella Sadako divennero massaggiatori, in più Tokujiro decise di assumere altri quattro allievi, suoi parenti tra l'altro. Grazie anche alle raccomandazioni del suddetto ministro, in poco tempo Tokujiro riuscì ad avere molti clienti e a farsi un'ottima reputazione. Nel febbraio del quinto anno dell'epoca Showa (1930), il giornale Otaru invitò Gohei Ishimaru, noto ideologo e autore, a tenere una conferenza a Sapporo. Essendo Ishimaru estremamente famoso, un gran numero di persone accorsero alla conferenza, nonostante nevicasse moltissimo. Purtroppo però, l'autore, una volta arrivato alla stazione di Sapporo, ebbe un attacco di cuore. Il medico che lo visitò gli ordinò assoluto riposo, il che significava quindi annullare la conferenza.
A questo punto, un giornalista del giornale Otaru disse: "Ho sentito dire che a Sapporo c'è un massaggiatore, un certo Namikoshi; pare che sia molto bravo e che guarisca ogni malattia attraverso i massaggi. Io proverei a chiamarlo. Magari non servirà a niente, ma è sempre meglio tentare. Che ne dite?"
Tokujiro arrivò subito e mise le mani sopra la bocca dello stomaco di Ishimaru. Così facendo infatti, Tokujiro veniva a conoscenza delle condizioni dei pazienti.
Tokujiro: "Non preoccupatevi. Riuscirà a tenere la conferenza."
Giornalista: "Dice davvero? Signor Namikoshi, faccia tutto il possibile per favore."
Grazie a un massaggio durato ben due ore, Ishimaru iniziò a riprendersi. Ishimaru: "Sì, sì, sto meglio. Dovrei farcela a parlare.
Signor Namikoshi, La ringrazio di cuore."
Così Ishimaru riuscì a portare a termine la conferenza senza problemi. Ishimaru: "Signor Namikoshi, le sue dita hanno qualcosa di magico. Grazie a Lei adesso sto bene e non ho perso neanche la conferenza. Voglio proprio contraccambiarLa: assicurerò le sue dita per centomila yen."
Centomila yen del quinto anno dell'epoca Showa corrispondono oggi a centinaia di milioni di yen: una tale cifra fu spesa per assicurare soltanto i due pollici di Tokujiro. Ovviamente la notizia fece scalpore e venne pubblicato un articolo di giornale di sei colonne (normalmente una pagina di giornale ne contiene quindici) intitolato "queste dita costano centomila yen". Per inciso, l'assicurazione più costosa stipulata in Giappone fino a quel momento, era di duecentomila yen per il braccio destro di Saburo Miyatake, famoso lanciatore di baseball; a seguire quella di centocinquantamila yen stipulata dall'attrice Yaeko Mizutani per assicurare la propria bellezza; e poi ancora ricordiamo quella di centomila yen con cui il comico Gokuro Soganoya assicurò la sua testa calva (pensava che se gli fossero ricresciuti i capelli non avrebbe avuto più lo stesso successo). Potete quindi ben immaginare che centomila yen all'epoca erano una cifra enorme

Successivamente Tokujiro, spinto dal desiderio di aiutare quante più persone possibile, decise di tornare a Tokyo e di diffondere lo Shiatsu; fu così che nell'ottavo anno dell'epoca Showa (1933), affidò il centro massaggi di Sapporo al fratello Haruo e agli altri e tornò a Tokyo. A differenza di nove anni prima, quando vi si recò da solo e senza avere nessun conoscente, questa volta era con la moglie e i tre bambini ed ebbero il sostegno di molte persone.Ma anche in quell'occasione Tokujiro fece molta fatica a raggiungere una certa stabilità: nonostante avesse come clienti numerosi lottatori di Sumo, questi, dopo la stagione degli incontri, se ne andavano e con loro i guadagni...
Fu costretto quindi a trasferirsi ben sette volte e alla fine aprì il suo nuovo studio di Shiatsu a Koishikawa, davanti al tempio Dentsuuin.
Tokujiro: "Sia la struttura dell'edificio sia la posizione mi sembrano buoni: è una sistemazione ideale per il mio studio di Shiatsu. Si dice che nella vita, dopo aver sbagliato sette volte, all'ottava si abbia successo: mi sono trasferito sette volte e all'ottava sono giunto qui. È un segno del destino. Mi stabilisco qui e non mi muovo finché non riusciro' nel mio intento.
Così egli si stabilì, riuscì a farsi numerosi clienti e ad avere anche un buon riscontro economico.
All'epoca in Giappone era in vigore il calendario Kouki, secondo il quale l'anno zero corrispondeva all'anno della nascita dell'imperatore Jinmu e di conseguenza, il quindicesimo anno dell'epoca Showa corrispondeva al 2600. In tutto il paese quindi, si festeggiava l'ennesimo centenario della nascita dell'imperatore Jinmu (c'è anche una canzone dedicata a questo anno, ma ve la risparmio) e anche Tokujiro in un anno così particolare decise di realizzare qualcosa di speciale e innovativo. Riuscite a immaginare che cosa?
Si trattava di una scuola di Shiatsu.
"Da solo sarà difficile diffondere lo Shiatsu; dobbiamo essere in tanti ed avere dei successori." Tokujiro ricordava la fatica fatta a Tokyo quindici anni prima, quando non aveva nessuna raccomandazione e nessun conoscente: prima di riuscire a trovare il proprio maestro dormiva nel parco di Ueno e lavorava come distributore a domicilio di giornali. "Se fondiamo una scuola, i giovani che hanno la mia stessa motivazione non dovranno faticare come ho fatto io."
La Scuola di TokyoCosì nacque il "Nihon Shiatsu Gakuin" ovvero la "Scuola Giapponese di Shiatsu". Non dobbiamo comunque farci ingannare dal termine "scuola": in realtà non venivano ammessi più di quindici studenti e lo spazio a disposizione consisteva di due stanze di 13,2 mq.
Il giorno dell'inaugurazione ci fu una visita inaspettata: Masa , guarita completamente grazie alle cure di Tokujiro, nonostante i suoi 70 anni, affrontò un lungo viaggio in treno per dimostrare gratitudine al figlio. Tokujiro: "Mamma, sei venuta per festeggiare l'apertura della scuola, vero? Immagino che il viaggio sarà stato faticoso. Ad ogni modo, sono molto felice di vederti, ti ringrazio tanto per essere qui."

Masa: "No, non sono venuta per festeggiare."
Tokujiro: "Dici davvero? E allora, a cosa devo il piacere della tua visita?" Masa: "Quando si apre una scuola non fa piacere avere pochi studenti, vero? In realtà sono qui per frequentare la scuola, per diventare una tua studentessa. È possibile?"
Tokujiro: "Mamma, dici sul serio?"
Masa: "Non ti fa piacere, Tokujiro? Anzi! Non Le fa piacere maestro Namikoshi?"
Tokujiro: "Mamma, grazie. Ti sono grato dal profondo del cuore e sono io a pregarti di frequentare la scuola. È un onore per me."
Il pensiero della madre rese Tokujiro veramente felice.
Effettivamente, nessuno meglio di Masa poteva sapere quanto fosse efficace il massaggio di Tokujiro; inoltre, la donna, provava lo stesso desiderio di Tokujiro, e cioè quello di aiutare le persone sofferenti, così come era stata aiutata lei in passato.
Così Masa fu uno dei primi studenti della "Scuola Giapponese di Shiatsu". Sarebbe stato strano chiamare un proprio studente "mamma" e non poteva neanche chiamarla per cognome, visto che si trattava del suo stesso cognome. Decise allora di chiamarla "Signora Ikeda' (il cognome da nubile).
La madre frequentò la scuola per un anno intero e, una volta finita la scuola, tornò in Hokkaido e iniziò a fare massaggi ai suoi vicini. Per non essere considerata una dilettante portava sempre con sè il diploma della " Scuola Giapponese di Shiatsu" e diceva di aver imparato lo Shiatsu da un rinomato maestro di Tokyo. Poiché normalmente i giapponesi, modesti per cultura, non usano lodare i membri della propria famiglia, le parole di Masa potrebbero suonare strane; in realtà questo indica che Masa stimava il figlio non in quanto tale, ma come maestro di Shiatsu.
Masa, all'età di ottanta anni, cadde mentre stava andando da un paziente e morì: fino all'ultimo giorno di vita curò i vicini con lo Shiatsu imparato da Tokujiro.
La scuola formò tanti massaggiatori e anche i clienti di Tokujiro aumentarono. Ma nel diciannovesimo anno dell'epoca Showa (1944), Tokyo fu bombardata più volte dai B29 americani e molte case, come quella di Tokujiro, andarono a fuoco. La famiglia Namikoshi allora, fu costretta a trasferirsi nella prefettura di Akita e anche qui Tokujiro fu ben accolto. Le persone pagavano i suoi massaggi con riso e verdura e così, nonostante la guerra, la famiglia non ebbe difficoltà a procurarsi da mangiare. E anche questo fu per merito dei pollici di Tokujiro.

Quando sentì alla radio l'imperatore Hirohito che annunciava ufficialmente la fine della guerra, Tokujiro tornò a Tokyo, ma trovò solo i resti della scuola, quasi completamente bruciata. Rimase in piedi da solo a pensare: "Ho perso la casa e anche la scuola, ho perso tutti i beni materiali. Ma mi rimangono ancora i miei pollici, che sono il mio bene più prezioso, la mia vita. Posso ricominciare da capo ancora una volta... anzi, con i soldi che guadagnerò grazie ai miei pollici farò ricostruire il Giappone! Niente è impossibile, se lo si vuole veramente!" E rise soddisfatto.
"Per ricostruire il Giappone, innanzitutto devo prendermi cura della salute delle persone." Tenendo sempre a mente queste parole, prese in affitto una casa, dove ricominciò a fare scuola. Alcuni dei primi studenti divennero poi insegnanti della scuola stessa e in meno di un anno, il 25 maggio del ventunesimo anno dell'epoca Showa (1946), riuscirono a ricostruire l'edificio scolastico.
E così, terminata la guerra, le attività della scuola ripresero. Tra i clienti di Tokujiro vi furono innumerevoli personaggi celebri: i politici Shigeru Yoshida, Eiji Yoshikawa, Kan Kikuchi, Sanjugo Noki e Yuzo Yamamoto, il professore di scienze naturali Jun Ishihara, i lottatori di sumo Minanogawa e Kotogahama, il pugile Kuniaki Shibata, il giocatore di baseball Shigeo Nagashima, gli attori Kikugoro Sesto e Sesshu Hayakawa (attore di fama internazionale) e molti altri.
Un giorno, nel trentesimo anno dell'epoca Showa (1955), il telefono di Tokujiro squillò alle cinque del mattino.
Tokujiro: "Ma chi sarà a quest'ora?... Pronto? Sì, sono Namikoshi." Interlocutore: "Mi scusi se la disturbo a quest'ora... Sono O'Doul. Per i saluti e per scambiare due chiacchiere avremo tempo più tardi, adesso però dovrebbe venire subito all' Hotel Imperiale senza dire niente a nessuno; c'è qui una persona che vorrei Lei visitasse immediatamente."
Ovviamente Tokujiro rimase perplesso nel sentire una richiesta così particolare, ma poiché non avrebbe mai rifiutato di curare un paziente, si recò in gran fretta all' Hotel Imperiale.
La persona che stava aspettando Tokujiro nella lobby era l'allenatore della squadra San Francisco Shield, Frank O'Doul. Lo conobbe e curò alcuni anni prima, quando in occasione di una sua vista in Giappone, accusò mal di reni a causa del golf.
O'Doul: "Signor Namikoshi, deve proprio aiutarci a guarire questa persona..."
Tokujiro: "Sì, non si preoccupi, ma... chi devo guarire?
Ragazzo americano:"Venga con me e capirà."

Seguì il ragazzo fino alla stanza numero duecentocinque e come aprì la porta, Tokujiro rimase senza parole: davanti a lui c'era niente meno che il giocatore di baseball Joe Di Maggio, quello che aveva visto tante volte alla tv. Il campione si trovava in Giappone per la luna di miele. Ciò significa che... Sì, proprio così: la paziente in questione era la moglie di Di Maggio, la bellissima Marilyn Monroe.
Ragazzo americano: "Marilyn soffre di spasmi gastrici, ma non vuole prendere medicine e rifiuta anche le iniezioni. Dottor Namikoshi, solo Lei ci può aiutare. La prego, faccia del suo meglio. "
"Ho capito. Proverò a guarirla." Rispose Tokujiro con imbarazzo. Gli era appena stato chiesto, infatti, di massaggiare la fantastica Marilyn Monroe... potete immaginarvela: bellissima, sdraiata sul letto, con addosso solo una goccia di Chanel Numero 5... No, sto scherzando! Aveva una vestaglia. Sappiamo bene però che i massaggi con la vestaglia non si possono fare... Pare che dopo quel giorno, tutti gli chiedessero sempre: "Signor Namikoshi, come uomo cosa ha provato a massaggiare Marilyn Monroe?" Al che Tokujiro rispondeva: "Non scherzate. Una volta arrivati ad un certo livello di professionalità, non si perde mai la concentrazione, in nessuna occasione. Ahahahah."
E così, Tokujiro Namikoshi divenne davvero famoso: lo chiamavano "l'uomo che ha guarito Marilyn Monroe".
TokujiroNel quarantatreesimo anno dell'epoca Showa (1968), partecipò al programma televisivo "Afternoon Show" (il programma era della NET, l'attuale TV Asahi), il cui indice di ascolto era molto alto. Tokujiro partecipò al programma pensando che fosse utile per la diffusione dello Shiatsu e anche un po' per curiosità. In realtà, la notizia che un dottore riusciva a diagnosticare la malattia semplicemente toccando il paziente suscitò grande scalpore e quel giorno, appena finito il programma arrivarono innumerevoli chiamate alla NET. Si decise quindi di realizzare un nuovo programma intitolato "Lezioni di Shiatsu"; inutile dirlo, il programma riscosse grandissimo successo.
Un giorno il signor Sato, direttore del programma, disse a Tokujiro: "Signor Namikoshi, vorrei rendere più interessante lo scenario. Pensavo di esporre qualche Sua massima." Tokujiro rispose: "Ho proprio ciò che fa per Lei", e portò due quadri dove erano incise alcune parole contenute nell' "Inno di lode allo Shiatsu", composto da Tokujiro nel diciassettesimo anno dell'epoca Showa (1942):
"Il cuore dello Shiatsu è il cuore della madre"

"Con lo Shiatsu si dà nuova vita"
Sato: "Bellissime parole. Rappresentano molto bene il suo pensiero riguardo allo Shiatsu. Potrebbe pronunciarle durante la trasmissione, per favore? Ma più che leggerle, dovrebbe recitarle...".
Le richieste del direttore televisivo erano sempre così numerose!
Grazie alla trasmissione Tokujiro divenne ancora più famoso, tutte le maggiori emittenti televisive se lo contendevano e il numero degli studenti triplicò. Come se non bastasse, anche i suoi studenti divennero molto stimati e ricercati come massaggiatori Shiatsu.
Ma la tv non era certo l'unica occupazione di Tokujiro: continuava a svolgere vivamente le attività della scuola e cercò di realizzare un movimento per diffondere lo Shiatsu e per realizzarne il riconoscimento legale. Nel quarantaseiesimo anno dell'epoca Showa (1971) si presentò come candidato alle elezioni della Camera del Consiglio, ma non fu eletto. Fu comunque per lui un'occasione per poter meglio comprendere il mondo della politica.
Il 25 settembre del dodicesimo anno dell'epoca Heisei (2000), Tokujiro, all'età di novantaquattro anni, passò a miglior vita. Alcuni anni prima del decesso, venne costruita la sua statua di bronzo nel cortile della scuola (che nel frattempo aveva cambiato il proprio nome in "Scuola professionale di Shiatsu"). Alla cerimonia d'inaugurazione della statua, Tokujiro si distinse ancora una volta: continuava a versare nella bocca della statua del sakè. Nessuno ha mai saputo cosa stesse pensando di preciso in quel momento, ma pare che volesse far bere alla statua il sakè che lui tanto amava. Una volta terminato il sakè, congiunse le mani e iniziò a pregare; infine disse: "Basta, ho bevuto abbastanza. Mi sono ubriacato. Hahahahaha". Quel giorno la sua risata risuonò per un tempo che sembrava infinito nel cielo sereno.
"Il cuore dello Shiatsu è il cuore della madre" "Con lo Shiatsu si dà nuova vita".
Questa, in breve, la storia del grande Tokujiro Namikoshi e delle sue dita.

Kazuhiro Inada

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